Paternità vegetale

In questi giorni ho dato uno sguardo alla mia carriera di amante del mondo vegetale e mi sono reso conto di quanto mi sia sempre piaciuto fare esperimenti con le semine  e la riproduzione delle piante tramite talea. E’ un’attività che ho sempre svolto quasi soprappensiero, come guidato da una divinità interiore, contadina e creatrice, spinta da un feroce desiderio di vita.

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filosofia vegetale: esercizio ascolto di sé.

Rebloggo anche qui l’articolo che ho scritto per Aboutgarden, il bellissimo e ricchissimo blog di Simonetta Chiarugi. Si tratta di un esercizio di consapevolezza e di relazione con la natura e le piante. Provate a cimentarvi ora che le giornate si fanno più lunghe e tiepide.

aboutgarden

Dopo il successo del primo post di Paolo Astrua centrato sulla relazione tra le piante e l’uomo, ecco il seguito con un esercizio pratico per “allenare” un ascolto di sé un po’ arrugginito.

Ascolto di sé: come il contatto con le piante può aiutarci ad allenarlo

Per riuscire a connetterci con noi stessi e ascoltare le nostre necessità può essere utile iniziare ad ascoltare quello che c’è intorno a noi. Certo, non mi riferisco al rumore del traffico o dei cantieri urbani, ma ai suoni prodotti dall’ambiente naturale. Alcuni di noi potrebbero trovarsi atterriti di fronte al silenzio: ascoltarsi può far paura, soprattutto se non ci siamo abituati, e la tentazione di rituffarsi subito nella routine fatta dei suoni del mondo umano sarà forte. Ma a qualcun altro, invece, accadrà di provare quell’impagabile sensazione di essere a proprio agio, finalmente, solo con se stesso.

  1. Prendete un foglio e scrivete il nome…

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Filosofia vegetale

Condivido anche qui, il post che ho scritto per Aboutgarden, intitolato proprio Filosofia Vegetale, dove parlo di me e di come sono giunto fin qui. Grazie di cuore a Simonetta per avermi ospitato!

aboutgarden

Ho conosciuto Paolo qualche anno fa, abbiamo iniziato a scambiarci commenti e opinioni sul mondo del verde attraverso i nostri rispettivi blog. Mi è subito piaciuto il suo modo di rapportarsi con la natura, si definisce eco-giardiniere, pensatore focalizzato sul rapporto uomo-natura e il suo percorso lo ha portato a sviluppare un pensiero filosofico molto interessante che tutti possiamo applicare alla nostra vita del quale ho chiesto a Paolo di parlarvi con un breve ciclo di post. Questo è il primo, non certo breve ma necessario per introdurvi nell’argomento.

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Mi chiamo Paolo Astrua e ho un blog sulle piante, incentrato principalmente sulla relazione che intercorre tra l’uomo e il mondo vegetale.

Quando Simonetta mi ha chiesto di scrivere una rubrica per il suo Aboutgarden, ho sentito che si trattava di un’occasione felice.

Le piante sono state fondamentali e lo sono tuttora nell’aiutarmi a condurre una vita felice e…

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Sostenibilità e rispetto di sé: prendiamo spunto dal mondo vegetale

Si parla molto di stili di vita sostenibili, di sostenibilità ambientale, facendo riferimento alle azioni virtuose che ognuno di noi può compiere per limitare l’inevitabile danno recato dalla nostra presenza sul pianeta.  Si parla anche di sostenibilità nell’accezione di sviluppo economico: dagli investimenti nelle energie rinnovabili alla produzione di  generi alimentari nel rispetto dell’ambiente.  

Pur essendo questi temi di sicuro valore e di grande interesse in questo momento storico, guardando la mia esperienza personale, sto riflettendo più che altro sulla sostenibilità come alla  facoltà di vivere nel rispetto della propria vita nelle piccole scelte di tutti i giorni. Ovviamente il mio sguardo è rivolto con gratitudine al mondo delle piante per gli insegnamenti che ci possono offrire anche in questo ambito.

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La resilienza delle piante

Vi è capitato di sentir nominare la parola “resilienza” ultimamente? Che cos’è la resilienza? Per chi ancora non ne avesse sentito parlare si tratta della capacità di resistere e reagire alle difficoltà della vita, mettendo in atto svariate strategie. Fondamentalmente per noi esseri umani è una questione di atteggiamento mentale volto a ottimizzare e sfruttare anche i momenti peggiori trasformandoli in opportunità.

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Il respiro del bosco (terza parte)

Eccomi qui, seduto in cucina, mentre grondo sudore, nella totale assenza d’aria. Mia moglie, vicino a me, approfitta del tempo libero del weekend per studiare e Athena, la nostra cagnolina, adottata da poco, sbuffa sdraiata sul pavimento. Io le guardo con la coda dell’occhio, come un gatto sornione, davanti al computer, con le finestre aperte, dal lato della casa all’ombra, per godere di quel po’ di brezza (calda) che di tanto in tanto soffia in un agosto piemontese arroventato.

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Il respiro del bosco (parte seconda)

Imboccando il sentiero che da San Romolo porta al Colle Termini di Perinaldo (direzione Monte Caggio) ci si addentra in un bosco fitto e a tratti buio, in cui si sente, sulla pelle e nelle narici, durante le calde giornate estive, il fresco umido del sottobosco. Sulla corteccia delle piante esposta a nord crescono muschio e licheni conferendo all’ambiente un aspetto quasi preistorico.

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