Le fioriture delle idi di marzo

Forse scomodare l’antico calendario romano per indicare questo particolare momento dell’anno è un po’ eccessivo, ma non ho resistito a fare un riferimento alla nostra storia, quindi che di idi si parli intendendo la metà del mese di marzo.

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Bellis perennis, L. (Asteraceae) ricopre il suolo di un prato condominiale, Pino T.se (TO), marzo 2017.

In queste giornate in cui la temperatura notturna si innalza lievemente e le giornate soleggiate favoriscono un movimento vegetale rivoluzionario all’altezza del suolo, non posso fare a meno di osservare la natura con sempre rinnovato stupore.

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Una piantina in fiore avventizia naturalizzatasi da Crocus x luteus “Golden Yellow”, Lam. (Liliacee) ha mantenuto tutte le caratteristiche della pianta madre. Giardino privato, Torino, marzo 2017.

I prati fioriscono in un gioco di colori, tessiture e profumi mentre l’aria è scossa da una vibrante energia vitale che coinvolge tutto, in questi giorni di plenilunio. Perdersi la possibilità di vivere delle esperienze di contatto con la natura in questo momento dell’anno è un vero peccato, una triste rinuncia per chi è convinto di non averne il tempo o una cieca sconfitta nel caso di chi non riesca ad accorgersene. Ma non temete! Ci sono qui io a ricordare l’importanza di tanta bellezza.

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Muscari armeniacum Leichtlin ex Baker (Liliaceae) Pino T.se (TO) il mio terrazzo. Marzo 2017.

La grande opportunità di osservare la vitalità della natura alla fine dell’inverno è in realtà molto più accessibile di quanto possiamo pensare, anche per chi non possedesse un giardino o un terrazzo fiorito, perché le piante, in particolare le erbacee, riescono ad attecchire ovunque, persino tra le crepe dei muri e le spaccature dei marciapiedi; così, anche chi abita in un quartiere senza giardini e parchi pubblici non ha scuse: può osservare e godere  della presenza delle piante persino per strada.

Mi permetto di spronare chiunque legga a compiere un esercizio di osservazione: camminando per il proprio quartiere o in una stradina di campagna o nel proprio giardino, compiamo uno sforzo e cerchiamo per un attimo di lasciare da parte lo sguardo d’insieme, focalizzandoci sul riconoscere un singolo piccolo fiore o la forma di una foglia. Scopriremo che ogni pianta ha caratteristiche nettamente diverse da un’altra: riconoscere le differenze ci permette di comprendere la biodiversità ed è un esercizio alla portata di tutti.

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Veronica chamaedrys, L. (Plantaginaceae), i comunissimi “Occhi della Madonna” a Piverone, Ivrea (TO).

Sono molto fortunato perché grazie al mio lavoro ho la possibilità di passare buona parte del mio tempo a contatto con la natura; quindi ho continuamente l’occasione di osservare quanta ricchezza ci sia in un metro quadro di prato. Inoltre, continuo a curare il mio terrazzo esposto a sud e con grande soddisfazione seguo lo sviluppo e la crescita delle piante che si risvegliano dopo il periodo di riposo vegetativo invernale.

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Lamium purpureum, L. (Lamiaceae) colonizza porzioni di prato esposto a sud alla mezz’ombra di alberi da frutto. Piverone, Ivrea (TO). Marzo 2017.

Tutto ciò che mi circonda è naturalmente proiettato verso la propria rinascita e verso la vita. E anche questa volta traggo un insegnamento fondamentale dalla vita delle piante: ci sono periodi di latenza e altri in cui si è manifesti, periodi di quiete e altri di vigorosissimo lavoro.

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Viola sp., L. (Violaceae) figlia di una cultivar a fiore giallo si è naturalizzata per seme sul terrazzo. Pino T.se.

Pur trattandosi di specie tanto diverse da noi esseri umani, come non poter riconoscere alle piante un’affinità con noi? Osservarle ci permette di riflettere sul fatto che anche loro come noi vivono momenti in cui sono a risparmio di energie e altri in cui sono più vitali.

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Una colonia di Aubretia sp., Adans. (Brassicaceae) ricopre un muretto a secco esposto a sud. Valle Ceppi, Pino T.se (TO), marzo 2017.

L’importante è tenere a mente che siamo parte della natura proprio come le piante e non possiamo pretendere di essere sempre al 100% delle nostre facoltà, come a volte pretendiamo di essere. Ci sono da osservare momenti di riposo e da attraversare momenti di difficoltà in cui non abbiamo forze. Questi momenti spesso precedono una vigorosa rinascita piena di vitalità. L’inverno è solo una stagione, preziosissima, in cui raccogliere le energie da spendere con gioia nella fragorosa primavera che immancabilmente seguirà.

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